Alghe e proprietà

Le alghe marine sono piante molto antiche, rappresentano un concentrato di sali minerali e oligoelementi tra cui il cloruro di sodio, regolatore dell’equilibrio acido-base; il magnesio, indispensabile per aumentare le difese organiche e per combattere l’invecchiamento cellulare; il calcio come antiallergico e regolatore del sistema neurovegetativo; il potassio per la diuresi e per il cuore, e lo iodio per il buon funzionamento della tiroide; Dato il loro valore nutrizionale, sono considerate un “alimento funzionale” o “nutraceutico”.Utilizzate da secoli in tutto il mondo, dal Giappone al Nord America, al nord Europa, le alghe dovrebbero essere introdotte regolarmente nella nostra alimentazione per sfruttarne le preziose qualità. Il loro contenuto di elementi nutritivi è generalmente costituito da amidi, lipidi, proteine, mucillaggini (acido alginico), vitamine A, C, D, E, F, K, PP, tutto il gruppo B e dalla clorofilla. I minerali presenti sono: sodio, potassio, calcio, fosforo, magnesio, iodio, zolfo, ferro, rame, zinco, cobalto, bromo, argento, bario, boro, litio, bismuto, tutti facilmente assimilabili dall’organismo. L’uso di alghe è particolarmente indicato per i bambini, per coloro che soffrono di astenia fisica, per i malati e i convalescenti, per chi soffre di obesità e ipotiroidismo, di depressione nervosa, di ipercortisolemia, di anemia, di disturbi renali e ghiandolari.

A frenare la loro diffusione sono alcuni pregiudizi e soprattutto la scarsa conoscenza del corretto impiego alimentare, il cui consumo merita sicuramente una diffusione maggiore di quella attuale. Le alghe sono viste come un alimento esotico, tipicamente orientale, del tutto estraneo alla nostra tradizione alimentare. In realtà l’uso delle “verdure di mare” vanta una tradizione antichissima, anche se in gran parte dimenticata, non solo in numerose nazioni europee, ma anche in alcune regioni del nostro paese. In Scozia e in Norvegia viene preparato addirittura un pane d’alghe; mentre in molti centri costieri del Galles e delle isole minori inglesi alcuni tipi di alghe sono vendute regolarmente nei mercatini locali di pesce. Il paese che vanta la più ricca tradizione alimentare a base di verdure di mare resta comunque il Giappone, dove ogni anno si consumano più di 300 mila tonnellate di alghe, provenienti in parte, da vere e proprie coltivazioni situate lungo le coste. Ed è proprio dal Giappone che arriva la maggior quantità di alghe utilizzate nell’alimentazione.

Le alghe, come tutti gli alimenti, sono sottoposte a severi controlli sanitari, specie se provengono da paesi extra-europei. E’ paradossale pensare che le alghe, grazie al loro importante contenuto in oligoelementi, sono da sempre considerate un ottimo depurativo anche nei confronti dell’inquinamento radioattivo, così come hanno sperimentato a Chernobyl. Si parla spesso di contaminazione dei mari da metalli tossici, come l’arsenico; gli organismi marini hanno sviluppato dei sistemi di detossificazione, convertendo l’arsenico in arsenobetaina, che l’uomo è in grado di eliminare, e di conseguenza non è considerata tossica per l’uomo.

Le proprietà alimentari

Esistono molti tipi di alghe, suddivise in oltre 25 mila specie. Ve ne sono di microscopiche (come la spirulina), di giganti (possono raggiungere centinaia di metri di lunghezza) e di dimensioni intermedie. Possono essere di colorazione diversa (verde, giallo, rosso, rosso-violaceo, azzurro, blu, bruno), come diversificato è anche il loro habitat. Alcune specie vivono fissate agli scogli, altre ai fondali rocciosi, altre galleggiano libere a diverse profondità. Le alghe verdi vivono in superficie, le rosse nelle acque profonde, le brune a una profondità intermedia. Confrontate con le piante terrestri, le alghe appaiono sensibilmente più ricche di proteine, di carboidrati e soprattutto di sali minerali e di oligoelementi, in particolare iodio (presente in quantità da 100 a 1000 volte superiore rispetto a quella degli ortaggi), ferro e calcio (da 2 a 30 volte). Degli studi hanno dimostrato che la quantità di ferro presente nelle alghe varia stagionalmente e geograficamente; in alcune specie è maggiore in primavera ed in estate. Notevole è anche il patrimonio vitaminico. Oltre al discreto contenuto di vitamina B1, B2 e C, le alghe costituiscono una preziosa fonte della rarissima B12, pressoché assente nei vegetali di terra ferma. Infatti le alghe sono un ottimo alleato di vegani e vegetariani, proprio perché non essendouna vitamina prodotta dall’organismo e presente in basse quantità negli altri vegetali, spesso tali soggetti vanno incontro a carenze. La presenza di acido ascorbico (vitamina C) favorisce l’assorbimento di ferro anche dai cereali. Un componente interessante delle alghe è rappresentato dall’algina, di cui sono ricche le alghe brune. L’acido alginico e i suoi sali sono noti per l’elevata capacità di scambio e le proprietà chelanti in grado di eliminare dall’organismo i metalli pesanti e numerose altre sostanze tossiche. L’alginato sodico solubile, reagendo con il piombo o con altri metalli, forma dei chelati insolubili destinati ad essere espulsi dall’organismo attraverso le feci. Quest’ultima sorprendente proprietà fa delle alghe un alimento indispensabile nella dieta di tutti coloro che sono costretti a vivere in ambienti particolarmente contaminati. Le alghe hanno un alto contenuto in proteine e buon profilo amminoacidico tra cui acido aspartico ed acido glutammico; tra l’altro la percentuale proteica varia in base alla stagione, infatti se il raccolto avviene a novembre è alto il contenuto in proteine, se invece sono raccolte a giugno, aumenta il contenuto di carboidrati e diminuisce quello in proteine.

Le alghe si dividono in 4 categorie principali: le Rhodophyta (rosse), le Phaeophyceae (brune), le Cyanobacteria ( blu-verdi) e le Chlorophyta (verdi).

In base alla colorazione le alghe hanno differenti proprietà:

Alghe Blu Verdi

  • Abbassano il Colesterolo
  • Antivirali
  • Proteggono il Cuore
  • Proprietà Digestive
  • Cellule Staminali

Alghe Rosse

  • Antivirali
  • Abbassano il Colesterolo
  • Contro Asma ed Ulcere
  • Sostegno per la Tiroide
  • Proteggono il Cuore

Alghe Verdi

  • Anemia
  • Ipertensione
  • Stress
  • Disintossicazione da metalli pesanti
  • Migliorano la digestione
  • Abbassano la glicemia
  • Controllo pressione arteriosa
  • Aumentano capacità di concentrazione
  • Favoriscono apoptosi

Alghe Brune

  • Contro Diabete
  • Digestive
  • Antinfiammatorie

Principali Tipi di Alghe e loro Componenti

Le virtù terapeutiche

Oltre all’impiego alimentare, molte specie di alghe vengono utilizzate anche a scopo terapeutico o più semplicemente come integratori alimentari; e anche come base per le preparazioni cosmetiche. Già Plinio il Vecchio (I sec. d.C.), raccomandava l’uso delle alghe nella cura contro la gotta, malattia molto diffusa tra la nobiltà romana, mentre Dioscoride Pedanio, celebre medico greco, ne consigliava l’impiego contro le eruzioni cutanee, la gastrite e i disturbi dell’intestino e del fegato.

L’elevato contenuto di iodio rende le “verdure di mare” particolarmente utili in tutti i casi in cui venga richiesta una terapia iodica. Le alghe possono trovare valido impiego anche nella cura dell’acne giovanile, nelle terapie ipocolesterolemizzanti e nei casi di uricemia ed azotemia, essendo in grado di sottrarre una parte dell’azoto in eccesso.

Per Jane Teas (Harvard School of Public Health) il regolare consumo di alghe, sarebbe alla base del basso tasso di cancro della mammella delle donne giapponesi. Un’ipotesi rafforzata anche dalla differente incidenza evidenziata tra le zone rurali del Giappone, caratterizzate da un elevato consumo di alghe, e i centri urbani nei quali accanto al minor consumo di alghe si registra un più elevato tasso di tumore della mammella. Tali osservazioni sono state recentemente suffragate da numerose prove sperimentali di laboratorio. Teas e i suoi colleghi hanno constatato la proprietà delle alghe laminarie di ridurre il tasso di cancro del 13 % nelle cavie di laboratorio, rispetto agli stessi animali alimentati senza l’integrazione di alghe. Risultati analoghi sono stati registrati a Honolulu da alcuni farmacologi della John A. Burns School of Medicine dell’Università delle Hawaii. In altre prove, estratti di alga wakame, sono risultati in grado di curare e prevenire il cancro al polmone in cavie di laboratorio, suggerendo un’efficace azione di stimolo del sistema immunitario. Sempre nelle alghe del tipo wakame sono state individuate sostanze in grado di svolgere un’attività antitrombinica di potenza doppia rispetto a quella dell’eparina.  Alcuni ricercatori cinesi hanno isolato nelle kombu sostanze ipotensive, tra cui l’istamina. Nelle alghe nori è stata individuata una sostanza dalle evidenti proprietà antiulcera, in grado di svolgere anche una sorprendente azione protettiva nei confronti di numerosi agenti patogeni tra cui Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa, Salmonella, Staphylococcus, Aspergillus, Fusarium e Shigella. Le alghe sono ricche in acidi grassi essenziali come EPA e DHA. Vari studi fatti in base al tipo di alga (rossa, verde, marrone) e al clima in cui crescono (polare, tropicale, temperato) affermano che nelle alghe rosse e marroni, vi è maggior concentrazione di EPA ed acido arachidonico, mentre in quelle verdi è più alta la percentuale in DHA.

Le funzioni terapeutiche delle alghe sono veramente numerose: stimolano la tiroide attivando il metabolismo (effetto dimagrante solo negli obesi), sono tonificanti, aumentano le difese, combattono gli squilibri costituzionali, in particolare nei tipi linfatici, combattono i processi degenerativi dovuti all’invecchiamento ed esercitano un’azione depurativa, attivando la circolazione.

Le indicazioni sono dunque diverse: linfatismo, demineralizzazione, scarsa resistenza alle malattie, astenia psicofisica, stress, disturbi della crescita, senescenza, rachitismo, anemia, bronchiti croniche, asma bronchiale, allergie, reumatismo cronico, gotta, uricemia, sequele di fratture, disturbi circolatori, prevenzione e trattamento di malattie cardiovascolari, coronaropatie e aterosclerosi, ipercolesterolemia, ipertensione, obesità, cellulite, rinofaringiti, ipotiroidismo e gozzo. L’unica controindicazione è l’ipertiroidismo per il contenuto di iodio che stimola la tiroide.

Bibliografia

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