Cosa fare in caso di fibromialgia: come l’alimentazione può essere d’aiuto.

Dolore diffuso a muscoli, tendini, legamenti, rigidità mattutina, emicrania, intestino irritabile, ansia, depressione, disturbi del sonno, sono solo alcuni dei sintomi che una paziente fibromialgica avverte.

Tante volte si arriva alla diagnosi di fibromialgia dopo lungo tempo, poiché i sintomi sono associati ad altre patologie.

La fibromialgia è una malattia reumatica cronica.

Lo stress fisico e psicologico peggiorano i sintomi ed il dolore percepito.

 

Nella fibromialgia è amplificata la percezione del dolore e non sono attivati quei meccanismi che consentono di ridurre l’intensità della sensazione di dolore percepita.

Molte sono le cause che contribuiscono allo sviluppo di questa patologia:

1. Fattori stressanti verificatisi in età prenatale, nell’infanzia o nell’adolescenza (es. basso peso del nascituro, deficit nutrizionali della madre, abusi, abbandoni)

2. Alterazioni ormonali

3. Infezioni virali

4. Disturbi quali ansia e depressione

 

 

La maggior parte delle pazienti affette da fibromialgia soffre anche di SIBO (sovracrescita batterica intestinale), i batteri dannosi producono sostanze che attraverso il circolo sanguigno, raggiungono il cervello determinando neuroinfiammazione.

 

 

Qual è il ruolo dell’alimentazione?

La prima cosa da fare è ridurre l’infiammazione e partire dall’intestino.

E’ necessario ristabilire prima l’equilibrio intestinale, sia in caso di SIBO che non.

Quindi va ridotta la permeabilità intestinale riducendo l’assunzione di glutine e di glutammato.

 

Sopperire la carenza di vitamina D, Magnesio, Zinco e vitamina B12.

Ripristinare i livelli di triptofano che serve a produrre la serotonina; nei fibromialgici la serotonina è bassa e ciò determina le manifestazioni di ansia e depressione.

La serotonina è quell’ormone responsabile del buon umore.

 

Per cui prediligere il consumo di uova, vongole, patate, spinaci, tè verde, cioccolato fondente, nocciole che sono alimenti ricchi in triptofano.

Aiutano la produzione di serotonina anche l’esposizione diretta al sole, la meditazione, lo yoga, il pilates, il Tai chi, esercizi in acqua calda per alleviare gli spasmi muscolari; è da preferire un’attività fisica moderata poiché l’attività intensa riacutizza i sintomi.

 

Anche il sonno nei pazienti con fibromialgia è disturbato, caratterizzato dalla difficoltà ad addormentarsi e da continui risvegli notturni che non consentono un sonno ristoratore.

Alimenti sedativi sono la camomilla, la banana, le mandorle, il cavolfiore, i semi di zucca, l’avena, gli asparagi, la melissa, la valeriana e la passiflora.

 

Prediligere alimenti antiinfiammatori ed antiossidanti come la curcuma, lo zenzero, i frutti di bosco, il tè verde, gli agrumi.

Limitare il consumo di caffè, lattosio, fruttosio e saccarosio.

 

Quindi gli obiettivi principali affinché si riducano i sintomi della fibromialgia sono:

      • Aumentare i livelli di serotonina
      • Ridurre l’infiammazione
      • Ripristinare l’equilibrio intestinale

 

 

L’alimentazione può fare molto per il tuo benessere, ed anche se il percorso da fare è lungo, pensa a tutte le volte che soffri a causa della tua patologia.

 

 

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