Effetti delle vitamine B sul sistema immunitario

Le vitamine seppur classificate come micronutrienti, sono essenziali per la nostra sopravvivenza.

Esse agiscono come immunomodulatori e proteggono il sistema immunitario, prevenendo così l’invasione da parte di microrganismi patogeni.

Il sistema immunitario conferisce protezione contro i patogeni e altre minacce, sia interne che esterne.

 

Una serie di barriere fisiche come la pelle, le cellule epiteliali, la mucosa e le membrane, fungono da sistema di difesa immunologica contro le sostanze estranee.

Quando le sostanze estranee riescono a superare queste barriere, il sistema immunitario reagisce rapidamente per difendere l’organismo dalle particelle “non self”, ovvero estranee.

 

Lo stato nutrizionale di una persona gioca un’influenza significativa sull’efficienza del sistema immunitario.

La denutrizione, causata dal consumo inadeguato di micronutrienti, può compromettere la capacità dell’organismo di supportare le risposte immunitarie.

Il metodo migliore per ottenere i micronutrienti necessari per migliorare le funzioni del sistema immunitario è attraverso una corretta alimentazione, ricca appunto in micronutrienti, che comprenda il consumo di verdura e frutta fresca.

 

 

Le vitamine del gruppo B sono abbondanti negli champignon.

Invece patate al forno, petto di pollo magro, ceci, pesci d’acqua fredda (il tonno) e le banane, sono tutti alimenti ricchi di vitamina B6.

L’acido folico, che viene aggiunto a diversi cereali, pane, pasta e altri cereali integrali. La forma naturale del folato si trova nei fagioli, nei piselli e nelle verdure a foglia verde

I benefici nutrizionali delle vitamine dipendono non solo dalla quantità di nutrienti consumati, ma anche dalla facilità con cui vengono assorbiti dal corpo.

Per questo, la lavorazione degli alimenti è uno dei fattori più importanti che influenzano la biodisponibilità poiché può aumentare o diminuire l’accessibilità dei nutrienti ed il loro assorbimento.

 

Vitamina B1

La vitamina B1, nota anche come tiamina, è una vitamina idrosolubile (si scioglie in acqua). La quantità giornaliera raccomandata è di 1,1 mg per le donne e di 1,2 mg per gli uomini.

La tiamina esercita azioni antiossidanti per proteggere i neutrofili (un tipo di globulo bianco) dal danno ossidativo.

La tiamina inibisce la stimolazione di NF-κB (sostanza proinfiammatoria) e la formazione di citochine proinfiammatorie nei macrofagi.

La carenza di tiamina è stata associata a neuroinfiammazione e aumento della produzione di citochine proinfiammatorie (IL-1, IL-6 e TNF-α).

Inoltre, la carenza di tiamina favorisce la morte neuronale.

 

Vitamina B2

La vitamina B2, nota anche come riboflavina, funge da cofattore (aiutante) per diversi enzimi coinvolti nel metabolismo energetico.

Per gli uomini la quantità giornaliera raccomandata è di 1,3 mg al giorno, mentre per le donne è di 1,1 mg al giorno.

Le donne dovrebbero consumare 1,4 mg al giorno durante la gravidanza e 1,6 mg al giorno durante l’allattamento.

La vitamina B2 svolge un ruolo fondamentale nella difesa della mucosa e nell’infiammazione nell’intestino.

La riboflavina è un potente modulatore antinfiammatorio con proprietà antiossidanti e antitumorali che aumenta l’attività dei macrofagi.

La riboflavina è essenziale per il corretto funzionamento del sistema immunitario.

La carenza di riboflavina compromette l’attività e la sopravvivenza dei macrofagi, riducendo la loro capacità di innescare una risposta immunologica.

 

Vitamina B3 (niacina, acido nicotinico e nicotinamide)

La quantità giornaliera raccomandata di vitamina B3 è di 14 mg per le donne e di 16 mg per gli uomini adulti.

La vitamina B3 può attivare il sistema immunitario innato fino a 1000 volte il livello normale, rendendolo un’efficace linea di difesa contro gli agenti patogeni.

A dosaggi elevati, la nicotinamide può proteggere il corpo dalle infezioni da Staphylococcus aureus.

È stato scoperto che l’integrazione di acido nicotinico riduce l’infiammazione.

La niacina è capace di ridurre la produzione di IL-6 e TNF-α (fattori proinfiammatori) e di sopprimere la produzione di NF-κB.

Essa inoltre è capace di ridurre la deposizione di lipidi nella parete arteriosa, di aumentare i livelli di colesterolo lipoproteico ad alta densità (HDL-C) e di apolipoproteina A (ApoA) nel plasma, diminuendo i livelli di trigliceridi (TG).

Per cui la niacina riduce l’infiammazione vascolare attraverso l’inibizione della via di segnalazione NF-κB.

 

 

Vitamina B5 (acido pantotenico)

La quantità raccomandata di acido pantotenico per gli adulti è di 5 mg al giorno.

La vitamina B5, nota anche come acido pantotenico, si trova sia negli animali che nelle piante ed è disponibile in una varietà di alimenti come verdure, carne, cereali, uova, legumi e latte.

L’acido pantotenico ha effetti antibatterici contro il Mycobacterium tuberculosis (responsabile della tubercolosi).

 

Vitamina B6 (Piridossina)

La dose giornaliera raccomandata di vitamina B6 nota anche come piridossina è di 1,3 mg.

La sua carenza determina una diminuzione della produzione di anticorpi e un aumento dei livelli di IL-4 (molecola proinfiammatoria).

È stato scoperto che la vitamina B6 influenza le prestazioni immunologiche.

Un altro studio ha scoperto che la vitamina B6 inibisce l’attivazione dell’inflammasoma (struttura che favorisce l’infiammazione) e a sua volta impedisce la produzione di IL-1.

Le proprietà antinfiammatorie della vitamina B6 potrebbero essere utili per la prevenzione delle malattie legate all’infiammazione causate dall’inflammasoma.

 

Vitamina B7 (biotina)

La vitamina B7, nota anche come biotina, è una vitamina che svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo di condizioni infiammatorie croniche.

La quantità raccomandata di biotina per gli adulti è di 30 mg al giorno.

Uno studio ha esplorato gli effetti della biotina sulle allergie al nichel (Ni), valutando la modulazione della produzione di IL-1.

Laddove c’è invece, carenza di biotina si è riscontrato un aumento considerevole della produzione di IL-1 (citochina proinfiammatoria).

Questi risultati hanno indicato che la carenza di biotina influisce sull’allergia al Nichel, suggerendo che l’integrazione di biotina può avere benefici terapeutici per il trattamento delle allergie ai metalli.

 

Vitamina B9 (folato)

La vitamina B9 nota anche come folato è una vitamina che può essere ottenuta in due forme: folato alimentare, naturalmente disponibile nei succhi e negli agrumi, tra gli altri alimenti; e acido folico, che viene utilizzato come fortificazione alimentare e fornito tramite integratori.

La quantità giornaliera raccomandata di folato è di 400 µg per gli adulti, mentre le donne che stanno pianificando una gravidanza o che potrebbero esserlo dovrebbero assumere da 400 a 1000 µg di acido folico al giorno.

L’integrazione di folati è correlata a tassi di infezione più bassi, effetti positivi sulla proliferazione dei linfociti T, risposte di ipersensibilità ritardate, aumento della fagocitosi e produzione di immunoglobuline sovraregolata (tradotto significa che il sistema immunitario è più efficiente nel suo lavoro).

Le conseguenze negative delle carenze di folati sulla funzione immunologica sono dovute all’anomala sintesi del DNA e dell’RNA ed al metabolismo del metile, che sono entrambi sostanzialmente influenzati dalla disponibilità di folati.

La carenza di folato nella dieta è associata alla diminuzione delle cellule Treg (linfociti T regolatori della risposta immunitaria) nell’intestino tenue, che è un luogo importante per l’assorbimento del folato introdotto attraverso l’alimentazione.

Questi risultati stabiliscono una nuova connessione tra il cibo e il sistema immunitario, che potrebbe avere un ruolo di primaria importanza per il mantenimento dell’equilibrio immunologico nel tratto gastrointestinale.

 

Vitamina B12 (Cobalamina)

La quantità raccomandata di cobalamina per gli adulti è di 2,4 µg al giorno.

La carenza di vitamina B12 provoca ridotta produzione dei linfociti e influenza le funzionalità delle cellule NK, che sono fondamentali nell’abolizione delle cellule tumorali.

Più precisamente, i pazienti con anemia da carenza di vitamina B12 hanno una percentuale minore di linfociti T rispetto alla popolazione generale.

La somministrazione intramuscolare di vitamina B12 (sotto forma di metilcobalamina) a pazienti a cui è stata diagnosticata una carenza, ripristina completamente la produzione di linfociti T.

In carenza di vitamina B12 aumenta la produzione di TNF-α (citochina proinfiammatoria), mentre si riduce la produzione di IL-6 (antinfiammatoria).

 

 

In conclusione, le vitamine svolgono tante funzioni essenziali nel nostro corpo.

Il loro compito è anche quello di supportare il sistema immunitario favorendo la produzione dei linfociti e riducendo invece la formazione di sostanze proinfiammatorie.

Possiamo attraverso l’alimentazione introdurre la giusta quantità giornaliera di vitamine, di cui necessitiamo, evitando così di andare incontro a carenze vitaminiche.

 

 

Fonte

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC8779769/

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