Gli alimenti chiave per la Vitiligine

La vitiligine è una malattia autoimmune ed è caratterizzata dall’assenza di pigmentazione della pelle a causa della perdita dei melanociti. 

Il suo sviluppo è strettamente correlato allo stress ossidativo.

L’alimentazione può essere l’elemento chiave per combattere lo stress ossidativo.



Normalmente, il nostro corpo è in grado di trasformare una piccola quantità di radicali liberi in sostanze a bassa tossicità o non tossiche, senza causare danni al corpo. 

Tuttavia, le lesioni cutanee dei pazienti affetti da vitiligine (trovi qui un approfondimento) presentano un elevato stress ossidativo, che porta alla produzione di un gran numero di questi radicali liberi. 

Di conseguenza, i melanociti vengono presi di mira, portando alla loro morte. 

Questa cascata di eventi porta infine ad una riduzione del numero di melanociti nella pelle e nei follicoli piliferi dei pazienti con vitiligine, causando una depigmentazione cutanea localizzata o generalizzata. 

Esistono prove di un legame tra stress ossidativo e autoimmunità. 

La terapia antiossidante è ampiamente utilizzata nel trattamento della vitiligine a causa dell’attacco dei radicali liberi sui melanociti, che porta alla perdita di pigmentazione della pelle. 

I principali antiossidanti utili li ritroviamo nel tè, caffè, vino rosso, vitamina C, vitamina E, carotene, vitamina A , zinco e selenio. 

Diversi studi hanno dimostrato che gli antiossidanti possono avere un significativo effetto sul trattamento della vitiligine. 

L’integrazione di vitamine antiossidanti (A, C, E) e minerali (zinco, selenio) si è rivelata benefica per il trattamento della vitiligine. 


Vitamine B

La vitamina B12 è una delle carenze più comuni e, se non trattata, potrebbe causare disturbi del sangue e dei nervi. Un’alimentazione che include carne, uova e latticini, è una buona fonte di vitamina B12. 

Tale vitamina può essere utile per la ripigmentazione nei pazienti affetti da vitiligine. 

È stato dimostrato che anche l’acido folico (vitamina B9) è significativo nel trattamento della vitiligine. 

È necessario inserirlo nell’alimentazione poiché l’organismo non è in grado di sintetizzarlo. 

Secondo uno studio del Birmingham Medical Center, l’Università dell’Alabama, 15 pazienti con diagnosi di vitiligine presentavano bassi livelli di vitamina B12 e B9. 

Dopo aver somministrato a otto di questi pazienti vitamina B12 e B9 per tre anni, è stata osservata ripigmentazione. 


Vitamina C

La vitamina C è presente principalmente negli agrumi come limoni e  arance, kiwi, verdure a foglia verde. 

La vitamina C dovrebbe far parte della nostra alimentazione, dato che ha azione antiossidante ed è immunomodulante. 


Vitamina D

La vitamina D agisce sui recettori della pelle e interrompe la crescita e lo sviluppo di melanociti e cheratinociti. 

I livelli di vitamina D influiscono sul sistema immunitario poiché il sistema immunitario dispone di enzimi in grado di metabolizzare la vitamina D, indicando che contribuisce anche a convertire le forme inattive di vitamina in forme attive. 

Ciò stabilisce una relazione tra il normale funzionamento del sistema immunitario del corpo e i livelli circolanti di vitamina D. 

Qualsiasi compromissione dei livelli di vitamina D comporterebbe un’interruzione della fisiologia del sistema immunitario. 

Si può presumere che la disregolazione del sistema immunitario possa aumentare le possibilità di sviluppare malattie autoimmuni. 

Pertanto, la vitamina D viene somministrata a pazienti con insufficienza di tale vitamina, si riducono i disturbi autoimmuni. 

Inoltre un basso livello di vitamina D potrebbe causare vitiligine. 

A causa di questa relazione con il sistema immunitario, è altamente raccomandato includerla per il trattamento della vitiligine. 

Uno studio ha mostrato una ripigmentazione dal 25% al 75%, dopo somministrazione regolare di vitamina D, concludendo che la sua potrebbe ridurre la progressione della malattia.


Zinco

Più di tremila proteine (tra cui ormoni ed enzimi) richiedono lo zinco come cofattore per il loro normale funzionamento. 

La superossido dismutasi, un antiossidante della pelle, utilizza lo zinco come cofattore. 

Lo zinco può anche inibire la distruzione dei melanociti poiché le proteine che ne inducono la distruzione, vengono attivate quando le concentrazioni di zinco diminuiscono. 


Ginkgo biloba

Il Ginkgo biloba ha effetti antinfiammatori e potrebbe avere un ruolo chiave nella gestione dello stress ossidativo nella vitiligine. 

Inoltre, poiché è stato scoperto che l’ansia emotiva aggrava la vitiligine, le qualità ansiolitiche del ginkgo potrebbero rallentare la diffusione della condizione. 

Il ginkgo quindi, rallenta l’avanzamento della malattia e migliora la ripigmentazione.


Glutine

La celiachia è una patologia autoimmune caratterizzata da danni alla mucosa intestinale, i cui sintomi sono diarrea, disturbi addominali e altri sintomi gastrointestinali. 

Secondo diversi studi, le persone con malattia di Crohn hanno una maggiore incidenza di manifestare anche vitiligine rispetto a quelle senza malattia di Crohn. 

I pazienti sieropositivi per gli anticorpi della celiachia e affetti da malattie autoimmuni della pelle tra cui psoriasi, dermatite e vitiligine hanno manifestato meno sintomi dopo il passaggio a una dieta priva di glutine. 

Questo tipo di conoscenza è fondamentale per il trattamento dei pazienti con vitiligine perché i sintomi intestinali sono generalmente vaghi e spesso ignorati dai professionisti medici e dai pazienti. 


Fenilalanina

Si ipotizza che l’amminoacido fenilalanina operi come possibile cura per la vitiligine grazie al suo ruolo cruciale nella regolazione delle catecolamine, nella sintesi degli anticorpi e, soprattutto, nella formazione di melanina. 

Questi costituiscono la base autoimmune e neurologica della vitiligine. 

La fenilalanina viene trasformata in tirosina, che viene poi utilizzata nel processo di melanogenesi (formazione dei melanociti). 

Anche la fenilalanina e la tirosina sono strettamente coinvolte nella produzione delle catecolamine (adrenalina e noradrenalina). 

Bassi livelli di fenilalanina potrebbero interrompere la produzione di catecolamine e avere un impatto sull’insorgenza o sullo sviluppo della vitiligine. 


Piperina

La piperina, il principale alcaloide del pepe nero, stimola la replicazione dei melanociti. 

Secondo molti studi, in concomitanza all’esposizione ai raggi UV, è consigliata la piperina. 

La ricerca ha dimostrato che l’impatto della luce UV sui melanociti è stimolato dalla piperina che favorisce la crescita dei melanociti. 

Gli studi hanno sottolineato che i raggi UV e la piperina dovrebbero essere utilizzati in fasi distinte durante il trattamento della vitiligine.


Nigella sativa

La Nigella sativa è una specie di pianta perenne che produce cumino nero, i cui oli sono spesso usati per trattare una serie di malattie, in particolare condizioni dermatologiche. 

Il timochinone, un ingrediente primario della Nigella sativa, viene attentamente studiato come elemento chiave per una varietà di benefici, in particolare per le sue reazioni antitumorali, immunomodulanti e antinfiammatorie. 

È stato dimostrato che la somministrazione topica di olio di Nigella sativa migliora considerevolmente la vitiligine entro quattro mesi. Questo potrebbe essere un supplemento sicuro ed efficace per la terapia convenzionale della vitiligine. 


Tè verde

Le catechine, ovvero particolari flavonoidi, sono responsabili delle proprietà antiossidanti del tè verde. 

L’EGCG  (epigallocatechina-3-gallato) è di gran lunga il costituente più comune e terapeuticamente significativo del tè verde. 

Ha un’attività antiossidante ed antinfiammatoria che, può modulare la risposta immunologica mediata dalle cellule T. 

Gli studi dimostrano le proprietà immunomodulanti e di attenuazione dello stress ossidativo della crema EGCG al 2, 5 e 10%. 

Inoltre, si consiglia di consumare dalle 5 alle 16 tazze di tè al giorno per sfruttare il suo potenziale antiossidante. 


Curcumina

Numerosi studi hanno rivelato che la curcumina ha un’attività antiossidante che le consente di influenzare il sistema antiossidante sia direttamente che indirettamente, oltre a inibire la generazione di radicali liberi. 

Favorirebbe inoltre la ripigmentazione.


Caffè

Il caffè contiene numerose sostanze fitochimiche con proprietà antiossidanti. Ha la capacità di eliminare i radicali liberi. 

Uno studio preliminare ha rilevato che il consumo di caffè può avere un impatto sulla funzione immunitaria. La ricerca ha indicato che l’attività antiossidante del caffè è influenzata da vari componenti bioattivi presenti nei chicchi di caffè, come il contenuto totale di fenoli, di flavoni e dei principi attivi antiossidanti. 

I diversi componenti attivi del caffè hanno il potenziale di modulare il sistema immunitario e la risposta allo stress ossidativo, il che può contribuire a ridurre il rischio di vitiligine associato al consumo di caffè.

Un caso clinico ha evidenziato risultati positivi nella ripigmentazione di chiazze bianche pallide in pazienti con vitiligine dopo circa un anno di utilizzo di una miscela contenente caffè e semi di girasole. Questo miglioramento potrebbe essere attribuito agli effetti antiossidanti e antinfiammatori di queste piante. 


Vino rosso

Inoltre, è stato scoperto che il consumo di vino rosso non solo migliora la capacità antiossidante del siero nel corpo, ma migliora anche la capacità di difesa antiossidante dei reni e del plasma con il consumo a lungo termine. 

Questo effetto è probabilmente attribuito all’abbondanza di fenoli. 

Precedenti ricerche hanno indicato che il consumo di 400 ml di vino rosso al giorno per una durata di due settimane può aumentare significativamente la capacità antiossidante nel flusso sanguigno e ridurre la risposta allo stress ossidativo. 


La vitiligine è una condizione cutanea multifattoriale diffusa; la causa e la patogenesi della vitiligine rimangono sconosciute. 

Ẻ fondamentale comprendere i fattori che provocano anomalie, degenerazione dei melanociti e autoimmunità. 

Sono stati studiati numerosi trattamenti alternativi, in particolare prodotti erboristici e integratori vitaminici, per supportare gli approcci terapeutici convenzionali per la vitiligine. 

L’alimentazione resta comunque un validissimo approccio dell’attenuazione di questa patologia.



Fonti

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC9263675/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC9515252/

Condividi

Facebook
LinkedIn

Lascia un commento

Leggi anche...

Vitamine

La vitamina D non va in vacanza

La vitamina D (detta anche calciferolo) è una vitamina liposolubile, cioè si scioglie nei grassi. Per poterla assorbire occorre quindi assumere una corretta quantità di

Leggi Tutto