Glutatione: la tua arma segreta contro infiammazione ed invecchiamento

Il glutatione è l’antiossidante più abbondante nel nostro corpo; è presente in concentrazioni elevate in molti tessuti corporei, soprattutto nelle cellule più sensibili alla tossicità, come cervello, reni, fegato, cuore, polmoni, pelle, epitelio intestinale, cornea e retina.

Il glutatione è composto da tre mattoncini, ovvero gli aminoacidi, glicina, cisteina e glutammato.

Rappresenta quindi quella sostanza che aiuta a combattere l’invecchiamento.


Funzioni del glutatione

  • Ruolo di disintossicazione in fegato, polmoni, reni ed epiteli intestinali
  • Contribuisce a rendere solubili farmaci e altre sostanze chimiche tossiche, per facilitare l’escrezione
  • Supporta i sistemi di difesa antiossidanti
  • Protegge dai radicali liberi
  • Agisce da protezione principale per cristallino, cornea, cute e retina
  • Contro i danni da radiazioni
  • Regola le vitamine D, E e C
  • Conserva e trasporta l’ossido nitrico
  • Conserva le riserve di cisteina
  • Regola la funzione delle proteine
  • È coinvolto nella sintesi del DNA
  • Partecipa al trasferimento di ferro e rame
  • Aiuta a metabolizzare estrogeni e composti infiammatori
  • Regola il metabolismo dei mitocondri (le nostre fabbriche di energia)
  • Regola l’immunità 


Bassi livelli di glutatione sono stati associati a molte condizioni proinfiammatorie croniche, come la sindrome metabolica, le malattie cardiovascolari, renali ed epatiche, nonché le condizioni neurodegenerative e le malattie autoimmuni.

Anche negli alcolisti e nei fumatori sono stati notati bassi livelli di glutatione.

L’infiammazione cronica può contribuire allo stress ossidativo e ridurre l’apporto di glutatione. Lo stesso accade nell’invecchiamento.



Ruolo del glutatione nelle malattie

Il glutatione svolge un ruolo fondamentale nei processi fisiologici, compreso il mantenimento dell’equilibrio redox (evitando l’eccesso di radicali liberi), neutralizzando lo stress ossidativo promuovendo la disintossicazione metabolica sia dei composti xenobiotici che endogeni e regolando la funzione del sistema immunitario. 

L’esaurimento del glutatione porta al rilascio di citochine infiammatorie, alla formazione di radicali liberi e all’inibizione di alcune funzioni cellulari, che sono note per causare molte malattie cronico-degenerative e perdita funzionale con l’invecchiamento. 

Inoltre, la disregolazione del metabolismo del glutatione induce malattie del sistema nervoso centrale, fragilità e sarcopenia, infezioni, malattie epatiche croniche, malattie metaboliche, malattie polmonari e cardiovascolari. 

Il glutatione contribuisce alla disintossicazione degli organismi (neutralizzando i radicali liberi), regola la proliferazione cellulare ed è coinvolto nella funzione immunitaria. 

Studi dimostrano che il glutatione non solo influenza la normale funzione immunitaria ma partecipa anche a reazioni immunitarie complesse come la febbre. 

La febbre è associata allo stress ossidativo; pertanto, si ritiene che le proprietà antiossidanti del glutatione possano ridurre l’incidenza.


La malattia di Kwashiorkor è una grave forma di malnutrizione associata allo stress ossidativo.

In uno studio,  bambini affetti dalla malattia sono stati trattati con glutatione ridotto, acido α-lipoico o  N-acetilcisteina. 

Dopo 20 giorni, si è osservato che l’integrazione con glutatione e acido α-lipoico aveva una forte correlazione con il tasso di sopravvivenza del paziente. 

Questo studio ha delineato il potenziale terapeutico dell’integrazione di glutatione nel ridurre l’incidenza della malnutrizione acuta grave causata dallo stress ossidativo. 


L’alimentazione delle persone gioca un ruolo vitale nel determinare i livelli di glutatione all’interno del corpo, poiché nelle persone la cui dieta dipende dalla carne rossa e bianca ci sono livelli più elevati di glutatione, rispetto alle persone vegetariane. 

La ragione di questa disparità è la bassa quantità di vitamina B12, presente nella carne. 

Quando consumata, la vitamina B12 contenuta nella carne regola il percorso biochimico dello zolfo per produrre glutatione.


Il glutatione svolge anche un ruolo fondamentale nelle infezioni del sistema polmonare. Gli studi hanno dimostrato che la deplezione di glutatione aumenta la suscettibilità di una persona alle infezioni come la tubercolosi. 

Di grande importanza è il ruolo del glutatione nella gravità del COVID-19. Si è visto che c’è una correlazione inversa tra la quantità di glutatione e la gravità del COVID-19; nei pazienti in cui i casi gravi avevano livelli di glutatione bassi, radicali liberi più elevati e un rapporto radicali liberi/glutatione più elevato rispetto ai pazienti con malattia lieve. 


È stato ipotizzato che la carenza di glutatione possa aumentare la suscettibilità alla replicazione incontrollata del virus SARS-CoV-2 (COVID-19), portando a un aumento significativo della carica virale indipendentemente da altri fattori come l’invecchiamento, la comorbilità di malattie croniche e il fumo. 

Il glutatione regola anche l’attività delle cellule natural killer (NK) nelle infezioni batteriche, la maturazione delle cellule dendritiche e la loro funzione nella differenziazione delle cellule T native. 


Il sistema immunitario ha un sistema di difesa impressionante e molto complesso composto da anticorpi, mastociti, macrofagi e linfociti per contrastare gli attacchi di tossine e agenti patogeni sempre presenti. 

I mastociti e i globuli bianchi pattugliano costantemente l’organismo e richiedono diversi composti protettivi tra cui il glutatione, che è coinvolto nella crescita, nella

proliferazione e nella differenziazione dei globuli bianchi. I linfociti sono la spina dorsale della difesa immunitaria attiva e gli studi dimostrano che il glutatione è una tra le tante sostanze nutritive importanti che ne sostengono la proliferazione e la differenziazione in linfociti NK e linfociti T.




Glutatione e alimenti

Il consumo di alimenti ricchi di zolfo, in particolare quelli contenenti aminoacidi solforati, come la cisteina, può favorire la sintesi del glutatione.

Una potenziale fonte benefica che contribuisce alla produzione di glutatione è la proteina del siero di latte, per il suo contenuto più elevato di cisteina.

Poiché i precursori e il fondamento del glutatione sono gli aminoacidi, l’assunzione di proteine alimentari può influenzare il pool di aminoacidi da cui attingere per sintetizzare il glutatione.

E quindi, cambiamenti nel consumo di proteine tra cui la riduzione dei livelli proteici, possono alterare i livelli del glutatione contribuendo a una riduzione della capacità antiossidante.

Una digestione compromessa delle proteine può anche essere un fattore limitante nel garantire livelli ottimali di glutatione.


A causa del loro coinvolgimento nella produzione di sostanze antinfiammatorie, gli acidi grassi omega-3 sono stati studiati per i loro effetti sui livelli di glutatione.

Il salmone, come fonte alimentare di acidi grassi omega-3, può influenzare favorevolmente lo stato del glutatione. Nelle donne in gravidanza, il consumo di due pasti a settimana con salmone a partire dalla ventesima settimana di gestazione ha aumentato la concentrazione di glutatione.

La riboflavina (vitamina B2) è un coenzima necessario per l’attività della glutatione reduttasi, un enzima che converte il glutatione in forma attiva, per svolgere la funzione antiossidante.

La carenza di vitamina B12 è associata a livelli più bassi di glutatione.


Il selenio è un cofattore (aiutante) della glutatione perossidasi, ovvero l’enzima che contribuisce all’eliminazione del perossido di idrogeno, sostanza tossica per il nostro corpo.

Il glutatione si trova in diverse specie vegetali e la sua concentrazione varia in diverse parti delle piante come foglie, frutti, semi, bucce, piccioli e fiori. 

Ad esempio, frutta come fragole, limoni, avocado e pomodori sono buone fonti di glutatione. 

Ma anche broccoli, peperoni verdi, arance, mele, banane, carote, spinaci e cavolfiore, essendo ricchi di zolfo, favoriscono la produzione endogena di glutatione. 

È preferibile mangiare cibi verdi, inclusi asparagi, avocado, cetrioli, fagiolini e spinaci crudi o leggermente cotti al vapore, per preservare entrambe le forme di glutatione (ridotto ed ossidato). 

I metodi di lavorazione, conservazione e cottura possono alterare il contenuto di glutatione negli alimenti. 




Il glutatione svolge un ruolo fondamentale nei processi fisiologici, compreso il mantenimento dell’equilibrio redox, la riduzione dello stress ossidativo, la rimozione delle tossine e la regolazione delle funzioni del sistema immunitario. 

Un’alimentazione ricca in alimenti solforati e/o in alimenti contenenti glutatione, contribuisce ad aumentare o favorire la sua produzione endogena.




Fonti

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC9616098

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6770193

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC10141022

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