Ipotiroidismo: non è solo una questione di tiroide

Esistono due tipi di ipotiroidismo:

      • Funzionale

      • Autoimmune

 

 

In tutte e due, il TSH è alto, quello che li differenzia è la presenza di sintomi. Infatti nell’ipotiroidismo di tipo autoimmune i sintomi avvertiti dalla paziente sono maggiori.

 

Nell’ipotiroidismo autoimmune si distinguono la sindrome di Hashimoto e il morbo di Basedow-Graves.

In entrambi i casi sono prodotti degli autoanticopi che nell’Hashimoto causano distruzione della tiroide e infiammazione cronica, invece nel Graves l’ingrossamento delle cellule della tiroide.

 

 

Queste patologie sono più frequenti nelle donne che negli uomini con un rapporto di 1:5.

L’hashimoto è caratterizzato da 3 fasi:

      • Iniziale: aumentano gli ormoni tiroidei e diminuisce il TSH, la paziente avverte palpitazioni, insonnia, ansia, irritabilità, diarrea

      • Intermedia: gli ormoni tiroidei sono nella norma ed aumenta il TSH, la paziente aumenta di peso, ha ritenzione idrica, annebbiamento mentale, costipazione

      • Finale: la paziente avverte crampi, dolori muscolari, costipazione cronica.

 

Il primo step nel Basedow-Graves è la terapia farmacologica per ridurre l’ipertiroidismo;

Il secondo step è la terapia radio, che per effetto terapeutico porta ad ipotiroidismo;

Il terzo step è l’intervento chirurgico, se il gozzo che si forma alla tiroide è molto voluminoso. Di conseguenza da una condizione di ipertiroidismo, la paziente passa ad una di ipotiroidismo.

 

I sintomi che avvertono le pazienti affette dal morbo di Graves sono:

      • tachicardia
      • nervosismo
      • insonnia
      • ansia
      • iperattività
      • irritabilità
      • palpitazioni
      • fatica
      • pelle calda al tatto
      • dolori muscolari
      • crampi
      • alvo irregolare
      • intolleranza al caldo
      • aumento della fame

Nell’ipotiroidismo autoimmune la pelle diventa secca, le unghie fragili, i capelli secchi, la pelle pallida e spesso accompagnata da un colorito giallino dovuto all’accumulo di carotene, si riduce la sudorazione.

 

Quando c’è un problema alla tiroide, occorre considerare anche altri organi che collaborano con essa.

Il fegato è dove viene maggiormente prodotto l’ormone T3;

L’intestino è l’organo in cui l’ormone T4 (inattivo) è trasformato in T3 (ormone attivo);

Il muscolo attiva l’ormone T3 e lo utilizza

Il surrene è il serbatoio dal quale la tiroide attinge quando è in riserva;

 

Quando il surrene funziona più di quello che dovrebbe, produce molto cortisolo che interrompe la produzione di ormoni tiroidei.

L’eccesso di cortisolo causa dominanza estrogenica, ovvero l’aumento degli estrogeni (condizione molto comune nell’ovaio policistico). Il fegato però non riesce a gestire tale eccesso di ormoni e riduce l’attivazione dell’ormone T4 in T3 (ormone attivo).

Il fegato oltre ad attivare l’ormone T4, produce le proteine che devono trasportare tali ormoni in tutto il corpo e, gli ormoni tiroidei in cambio, favoriscono la rigenerazione delle cellule del fegato. Se si altera la funzione del fegato sono compromessi anche gli ormoni tiroidei.

Se l’intestino è permeabile, ovvero lascia passare sostanze che non dovrebbero, si verificano condizioni di malassorbimento di vitamine e minerali che sono essenziali per la funzione della tiroide.

 

 

Quali sono i fattori che favoriscono la funzione della tiroide?

Ferro, iodio, zinco, selenio, le vitamine C, D, E, B.

 

Quali sono i fattori che inibiscono la funzione della tiroide?

Stress, infezioni, traumi, radioterapia, farmaci, tossine, patologie autoimmuni.

 

Non è solo una questione di tiroide, ma le cause dell’ipotiroidismo vanno cercate anche fuori da questo organo.

 

 

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