“Le verità scomode della Psoriasi: cosa sta davvero innescando le tue lesioni?”

La psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle su base autoimmune, che coinvolge fattori genetici e ambientali.

I fattori genetici svolgono un ruolo importante nell’attivazione di tale patologia, tuttavia, sono necessari anche fattori non genetici, tra cui infezioni, disbiosi del microbiota della pelle e dell’intestino, squilibri nella trasformazione dei grassi e degli ormoni sessuali e malattie mentali.

La psoriasi può anche essere indotta da altri fattori ambientali, come traumi cutanei, stili di vita sedentari, alimentazione pro-infiammatoria e farmaci.


La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle caratterizzata da un’eccessiva produzione dei cheratinociti (cellule della pelle) e dall’ arrossamento causato dalla dilatazione dei vasi sanguigni del derma e successivo ingresso delle cellule immunitarie.

I fattori scatenanti la psoriasi, possono essere estrinseci (ovvero esterni al corpo) e intrinseci (che dipendono dal nostro stesso corpo).

I primi includono infezioni, traumi cutanei, stili di vita, umidità, clima freddo e inquinamento atmosferico; mentre quelli intrinseci includono la disbiosi del microbiota, lo stress, squilibri del metabolismo lipidico e degli ormoni sessuali.

Vale la pena notare che questi fattori di rischio hanno il potenziale per innescare sia l’insorgenza che la recidiva della psoriasi, soprattutto quando questi persistono come eventi di stress a lungo termine.

La recidiva è quella condizione in cui dopo un periodo di spegnimento della malattia, questa si riaccende presentando tutti i sintomi tipici.



I meccanismi alla base della recidiva della psoriasi sono strettamente legati alle cellule della memoria presenti nei tessuti, nella pelle.

Nelle placche psoriasiche che si sono risolte dopo il trattamento, vengono trattenute nell’epidermide delle cellule del sistema immunitario, dette cellule della memoria.

Quando le cellule della memoria sono stimolate da eventi scatenanti, si attivano tutta una serie di segnali che portano al riavvio di cicli infiammatori nella pelle psoriasica.

Tra i microrganismi che sono stati segnalati come fattori scatenanti della psoriasi ci sono:

Streptococco piogeno: si è visto che le infezioni tonsillari causate da S. pyogenes possono innescare o esacerbare le lesioni cutanee psoriasiche sia nella psoriasi a placche che in quella guttata.


Una spiegazione classica per i collegamenti patogenetici tra le infezioni della gola da S. pyogenes e la psoriasi è il mimetismo molecolare.

Immagina di avere due diversi puzzle: uno è la cheratina e l’altro è lo streptococco.

Anche se diversi, presentano quattro pezzi di uguale misura e colore.

Quei pezzi di uguale misura e colore, sono riconosciuti dal sistema immunitario come potenzialmente nocivi, e li attaccano.

In pratica le cellule del sistema immunitario riconoscono quei pezzetti di puzzle dello streptococco che sono simili ai pezzetti della nostra cheratina e nel dubbio, l’attaccano.



Staphylococcus aureus: colonizza le lesioni cutanee psoriasiche e le narici in circa il 60% dei pazienti affetti da psoriasi.

Uno studio ha rivelato un aumento della risposta infiammatoria della pelle alle tossine di S. aureus nei soggetti psoriasici.

Inoltre, è stato dimostrato che la gravità della psoriasi è correlata in modo significativo con la produzione di enterotossina stafilococcica.


Batteri commensali del cavo orale: durante la parodontite, il microbiota orale può influenzare lo sviluppo e l’esacerbazione della psoriasi.

Uno studio ha dimostrato che il rischio di sviluppare la psoriasi era maggiore nei pazienti con parodontite rispetto al gruppo di controllo.

Tali batteri favoriscono la produzione di sostanze proinfiammatorie che vanno ad attaccare i siti interessati dalla psoriasi.


Virus: l’infiammazione cutanea nella psoriasi può essere innescata dall’infezione virale attraverso squilibri della risposta immunitaria antivirale da parte del corpo.

I pazienti infetti dal virus dell’immunodeficienza umana (HIV) hanno tassi di incidenza più elevati per la psoriasi rispetto alla popolazione generale.

L’HIV può innescare direttamente la psoriasi o come fattore costimolatorio.

È noto che anche il papillomavirus umano (HPV) è associato alla psoriasi.

Uno studio di coorte nazionale che ha arruolato 66.274 pazienti con infezioni da HPV ha rivelato una maggiore prevalenza di psoriasi dopo le infezioni da HPV.

È stato anche proposto che la sindrome respiratoria acuta grave da coronavirus sia responsabile dell’esacerbazione della psoriasi.


Funghi: sono stati identificati diversi funghi nella pelle psoriasica in grado di attivare la psoriasi attraverso il sistema immunitario in individui geneticamente predisposti.

Come tipico esempio, la Candida albicans e la Malassezia possono essere implicati nell’esacerbazione della psoriasi del cuoio capelluto.


Disbiosi del microbiota cutaneo e intestinale

Il microbioma umano ha un ruolo nella patogenesi della psoriasi.

Diversi ricercatori hanno ipotizzato che la psoriasi possa essere strettamente associata alla disbiosi del microbiota cutaneo.

Nella psoriasi si verifica aumento di Firmicutes e una diminuzione di Actinobacteria.

Tuttavia, un altro studio ha riportato un aumento sia degli Actinobacteria che dei Firmicutes nelle lesioni della psoriasi.

Secondo nuove prove, rispetto alla pelle non affetta e sana, le lesioni psoriasiche presentano concentrazioni più elevate di Corynebacterium e concentrazioni inferiori di Cutibacterium.

Inoltre, la pelle dell’orecchio affetto da psoriasi ha mostrato un’abbondanza di stafilococchi.

Una minore abbondanza di Staphylococcus epidermidis e Propionibacterium acnes può promuovere la colonizzazione di S. aureus nella psoriasi, che può innescare l’infiammazione cutanea.

Oltre alla disbiosi del microbiota cutaneo, anche gli squilibri del microbiota intestinale influenzano lo sviluppo della psoriasi.


La disbiosi del microbiota intestinale può aumentare la permeabilità dell’intestino, “intestino permeabile”, riducendo lo spessore degli strati di muco, disturbando la proliferazione e il metabolismo delle cellule epiteliali intestinali e influenzando la produzione di molecole microbiche.

L’intestino permeabile facilita il passaggio dei batteri dal lume intestinale alla circolazione sanguigna e linfatica, attivando risposte immunitarie sia locali che sistemiche.

L’aumento dei batteri all’interno del sangue di coloro che soffrono di psoriasi a placche è causato principalmente da batteri intestinali, tra cui Escherichia coli, Enterococcus faecalis e Shigella fresneli.

Questi microbi possono rilasciare agenti infiammatori altamente potenti come il lipopolisaccaride (LPS) e l’acido lipoteicoico (LTA) dopo essere stati riattivati, il che può contribuire all’infiammazione lieve e cronica nell’organismo ospite, di cui soffrono i pazienti affetti da psoriasi.

La psoriasi può anche essere esacerbata dalle tossine batteriche e da quelle assorbite dall’intestino.

Inoltre, il microbiota può modificare l’attività immunitaria attraverso i metaboliti microbici nell’intestino.

Il trattamento con probiotici ha dimostrato potenziali benefici nel miglioramento della psoriasi.



Squilibri nell’utilizzo dei grassi

Esiste un’associazione tra obesità, dislipidemia e psoriasi; il tessuto adiposo può fungere da organo immunitario attraverso la secrezione da parte degli adipociti di elevate quantità di ormoni e citochine (cioè, sostanze infiammatorie).

Studi recenti hanno suggerito che i componenti della dieta, possono svolgere un ruolo critico nell’esacerbazione della psoriasi.

Uno studio ha fornito la prova che gli acidi grassi liberi alimentari, in particolare gli acidi grassi saturi (SFA), sono amplificatori chiave della dermatite psoriasica.

Gli SFA circolanti vengono trasportati nella pelle e inducono la produzione di varie citochine proinfiammatorie.

Queste citochine proinfiammatorie facilitano successivamente la secrezione di altre citochine infiammatorie, causando l’amplificazione della dermatite psoriasica.

Invece i grassi della serie omega-3 hanno un effetto antinfiammatorio.


Stress psicologico e altri disturbi mentali

Uno studio ha dimostrato una possibile correlazione tra stress psicologico e insorgenza, gravità e recidiva della psoriasi.

I pazienti nel 31-88% dei casi hanno riferito lo stress come fattore scatenante della psoriasi e una maggiore incidenza di psoriasi si è verificata nei soggetti che hanno subito un evento stressante nei 12 mesi precedenti.

Lo stress gioca un ruolo nella fisiopatologia della psoriasi, probabilmente attraverso l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, le vie immunitarie e il sistema nervoso periferico.

In risposta allo stress psicologico, l’ipotalamo produce la corticotropina (CRH), che a sua volta attiva l’ormone adrenocorticotropo ipofisario (ACTH), il quale induce produzione del cortisolo surrenale.

Il CRH è in grado di aumentare la permeabilità dei vasi sanguigni, facilitando la penetrazione delle cellule infiammatorie nelle placche della psoriasi.



Inoltre, lo stress stimola il rilascio di neuropeptidi dalle terminazioni nervose periferiche cutanee, portando allo sviluppo di infiammazione neurogena.

Questi neuropeptidi includono la neurotensina, la sostanza P, il fattore di crescita nervoso.

A parte lo stress, il rischio di sviluppare la psoriasi era significativamente aumentato nei pazienti con disturbo depressivo maggiore o disturbo da stress post-traumatico rispetto al gruppo di controllo.

È stata determinata anche l’associazione tra i disturbi mentali comuni dei genitori (ansia e depressione) e il rischio di psoriasi nella prole.

Un altro studio ha riportato che una donna con disturbo bipolare ha successivamente sviluppato la psoriasi e ha sperimentato esacerbazioni delle lesioni psoriasiche durante ciascun episodio maniacale.


Squilibri degli ormoni sessuali

Un crescente numero di ricerche ha chiarito i diversi effetti biologici e immunomodulatori degli ormoni sessuali sulla pelle.

Il decorso naturale della psoriasi sembra essere modulato dalla gravidanza, dalle mestruazioni e dalla menopausa, suggerendo così un plausibile coinvolgimento dei meccanismi indotti dagli ormoni femminili nella modulazione dell’infiammazione cutanea.

Inoltre, gli studi hanno rivelato una maggiore prevalenza e gravità della psoriasi nei maschi rispetto alle femmine, soprattutto in età ricca di estrogeni, indicando effetti regolatori distinti di diversi ormoni sessuali sulla psoriasi.

L’attuale consenso suggerisce che gli estrogeni esercitino un’influenza protettiva sulla psoriasi.

Al contrario, alcuni studi hanno proposto che gli estrogeni possano possedere proprietà proinfiammatorie nella psoriasi, in linea con le osservazioni cliniche secondo cui i sintomi della psoriasi migliorano in alcune pazienti in gravidanza mentre peggiorano in altre.

La ricerca esistente indica un ruolo protettivo dei progestinici nella psoriasi, come evidenziato dall’osservazione clinica secondo cui la psoriasi spesso migliora o si risolve durante la gravidanza ma riappare dopo il parto.


Traumi e pressione cutanea

Traumi e pressioni cutanee possono scatenare la psoriasi, nota come fenomeno di Koebner.

Un caso clinico ha descritto che una donna che sviluppava la psoriasi volgare lamentava nuove lesioni psoriasiche dopo l’inserimento di un espansore tissutale.

In un modello murino di espansione cutanea, sono stati osservati iperproliferazione delle cellule della pelle, compromissione della funzione di barriera cutanea e sovraregolazione delle citochine infiammatorie.


Stili di vita

La prevalenza del fumo è più elevata nei pazienti psoriasici rispetto alla popolazione generale, ed è stato rivelato il suggestivo effetto causale dell’inizio e della cessazione del fumo sulla psoriasi.

L’intensità e la durata del fumo possono avere un effetto dose-dipendente sull’incidenza della psoriasi.

Come fattore di rischio indipendente per lo sviluppo della psoriasi, il fumo ha molti effetti negativi sui pazienti affetti da psoriasi, un elevato coinvolgimento delle unghie e lo sviluppo di malattie cardiovascolari.

Il fumo può innescare la psoriasi attraverso meccanismi infiammatori, ossidativi e genetici.

La nicotina stimola le cellule immunitarie innate, rilasciando citochine infiammatorie.

Inoltre, il fumo avvia la formazione di radicali liberi che attivano le vie di segnalazione delle proteine coinvolte nella psoriasi.


I disturbi del sonno sono stati comunemente considerati uno dei fattori di rischio per la psoriasi.

Un serie di dati ha suggerito che il rischio di psoriasi e artrite psoriasica aumenta quando si verifica l’apnea ostruttiva del sonno.

La perdita di sonno può alterare l’equilibrio della barriera e l’integrità dello strato corneo attraverso lo stress psicologico insonne.

I ricercatori hanno rivelato che le citochine proinfiammatorie erano significativamente aumentate e le citochine antiinfiammatorie erano diminuite nei topi con psoriasi dopo privazione del sonno.

Inoltre, il cortisolo aumenta in alcuni disturbi del sonno come l’insonnia.

Il cortisolo stimola i mastociti cutanei, interrompe la funzione della barriera cutanea e sovraregola le citochine proinfiammatorie, che esacerbano ulteriormente la psoriasi.

Attualmente i fattori dietetici sono ampiamente studiati per il loro ruolo nella patogenesi della psoriasi.

Alcuni studi hanno affrontato il potenziale ruolo del glutine nella psoriasi; Sono stati osservati miglioramenti clinici nel 73% dei pazienti dopo aver seguito una dieta priva di glutine per tre mesi.

Esiste una relazione complessa e multifattoriale tra psoriasi e consumo di alcol.

I pazienti psoriasici presentano tassi più elevati di consumo eccessivo di alcol rispetto alla gente comune e l’abuso di alcol aumenta la gravità della psoriasi e riduce l’efficacia del trattamento.


Farmaci

Numerosi farmaci possono scatenare la psoriasi, come litio, β-bloccanti, agenti antimalarici, farmaci antinfiammatori non steroidei, inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina, IFN, IMQ, terbinafina, statine.

La psoriasi è l’effetto avverso cutaneo più comune del litio.

Anche altri farmaci sono implicati nella psoriasi attraverso meccanismi distinti. Ad esempio, i farmaci antimalarici modificano l’attività degli enzimi, come la modulazione dell’attività della transglutaminasi, che è coinvolta nel processo di proliferazione epidermica.

I farmaci antinfiammatori non steroidei inibiscono il metabolismo dell’acido arachidonico attraverso la via della ciclossigenasi, contribuendo all’accumulo di leucotrieni, che si ritiene possano esacerbare la psoriasi.


Ricapitolando, la psoriasi è causata da molteplici fattori.

Questi eventi scatenanti potrebbero verificarsi indipendentemente in condizioni diverse o, in alternativa, manifestare effetti cumulativi o sinergici.

Dato che la psoriasi è innescata anche da fattori ambientali, non solo genetici, la prevenzione e la gestione della malattia meritano la dovuta attenzione.

Bisognerebbe prestare attenzione alla propria alimentazione, soprattutto se è presente una predisposizione genetica;

evitare il fumo attivo e passivo, ed imparare a gestire lo stress.



Fonte

Triggers for the onset and recurrence of psoriasis: a review and update. Suwen Liu et Al. Liu et al. Cell Communication and Signaling (2024) 22:108.

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