Psoriasi: come influisce la tua alimentazione

Esiste un legame importante tra la tua alimentazione e la psoriasi, ne eri a conoscenza?


La psoriasi è una malattia autoimmune cronica della pelle, dove il corpo attacca erroneamente i propri tessuti.

Produce in eccesso le cellule della pelle, che si depositano come placche e possono provocare prurito o dolore.


Diversi alimenti possono causare infiammazione e in alcune persone, possono peggiorare i sintomi della psoriasi.


In che modo gli alimenti provocano infiammazione?

Alcuni alimenti, soprattutto quelli trasformati, mettono in moto i meccanismi di difesa del corpo.

Determinate tipologie di grassi possono aumentare l’infiammazione del tessuto adiposo (grasso corporeo), che si trova in tutto il corpo.

L’infiammazione continua del tessuto adiposo (comune nelle persone in sovrappeso o obese) aumenta notevolmente il rischio di psoriasi.


Esistono diverse categorie di alimenti infiammatori che possono peggiorare i sintomi della psoriasi:

Alcol: il consumo eccessivo di alcol fa sì che il fegato faccia gli straordinari. Deve produrre sostanze chimiche per metabolizzare l’alcol, il che può portare a infiammazioni a lungo termine se si beve molto o regolarmente.

Nelle donne è stata segnalata una correlazione positiva tra l’assunzione di alcol e la gravità della psoriasi.

Inoltre, l’assunzione di alcol può indurre prurito.

L’alcol può anche danneggiare i batteri buoni nell’intestino, il che può portare a infiammazioni nel colon e nell’intestino, e quindi disbiosi.

Prodotti caseari: i prodotti che contengono latte vaccino hanno anche caseina, una proteina che alcune persone hanno difficoltà a digerire.

Le persone intolleranti al lattosio non hanno abbastanza enzima lattasi per digerirlo. L’irritazione gastrointestinale cronica derivante da queste condizioni può peggiorare l’infiammazione.

Carboidrati raffinati: sono prodotti altamente trasformati (si pensi al pane bianco, al riso bianco, alla pasta, ai pasticcini e ad alcuni cereali per la colazione).

Sono stati privati delle fibre e tendono a contenere molto zucchero, il che può causare un picco glicemico nel sangue.

I carboidrati raffinati aumentano anche i prodotti finali della glicazione avanzata, che sono sostanze nel sangue che possono portare a infiammazioni. L’assunzione eccessiva di zuccheri semplici come il saccarosio può esacerbare la psoriasi.

Grassi saturi e trans: i grassi presenti nei cibi fritti, nella margarina, nei cibi dei fast food e in molti snack trasformati scatenano l’infiammazione nel corpo.

Questi grassi aumentano la quantità di lipoproteine a bassa densità (LDL) nel sangue, chiamate anche “colesterolo cattivo”.

Gli studi suggeriscono che potrebbe esserci un legame tra il grasso in eccesso nel corpo e lo sviluppo della psoriasi e il peggioramento dei sintomi della psoriasi.

Zuccheri aggiunti: presenti nelle bibite gassate, nei succhi di frutta, nelle caramelle, nei prodotti da forno e in altri dolci, sono diversi dagli zuccheri naturali presenti negli alimenti come la frutta.

Il corpo produce insulina per elaborare lo zucchero, ma troppi zuccheri aggiunti costringono il corpo a immagazzinare quell’energia extra nelle cellule adipose e a infiammare il tessuto adiposo.

Gli alimenti con molti zuccheri aggiunti possono anche portare ad un aumento dei livelli di proteine infiammatorie chiamate citochine.

Alimenti che contengono glutine: diversi studi affermano che le persone con psoriasi tendono ad avere tassi più elevati di malattia celiaca.

Nelle persone affette da celiachia, il glutine (una proteina contenuta nel grano e in alcuni altri cereali) innesca una risposta autoimmune che induce il corpo ad attaccare i tessuti dell’intestino tenue.

Le persone affette da celiachia devono evitare completamente il glutine, anche se alcune persone senza la malattia hanno scoperto che ridurre il glutine nella loro dieta riduce le riacutizzazioni della psoriasi.


Nutrienti che devono essere presenti nell’alimentazione in caso di psoriasi.

Alimenti amici in caso di psoriasi

Proprio come alcuni alimenti innescano l’infiammazione, altri possono aiutare a combattere l’infiammazione.

Seguire un’alimentazione equilibrata, aiuta a ridurre le riacutizzazioni della psoriasi o rendere i sintomi meno gravi.


Gli alimenti amici in caso di psoriasi sono:

  • Pesce, proteine magre o proteine vegetali come tofu o tempeh
  • Frutta e verdura
  • Legumi (fagioli e lenticchie)
  • Noci e semi
  • Olio d’oliva
  • Cereali integrali


Migliorano inoltre la psoriasi: la vitamina D, la vitamina B12, gli omega-3, le fibre alimentari, la genisteina, il selenio, gli acidi grassi a catena corta (SCFA).


Omega-3 (EPA e DHA trovi qui un approfondimento): vengono trasformati in resolvina E1 e D1. I pazienti affetti da psoriasi hanno un apporto inferiore di omega-3 rispetto agli omega-6.

Il livello di omega-3 nel sangue dei pazienti affetti da psoriasi è inversamente correlato alla gravità della malattia. Si ipotizza che quindi gli omega-3 abbiano effetti antipsoriatici.

SCFA (acidi grassi a corta catena): sono i prodotti della fermentazione delle fibre alimentari nel colon, entrano in circolazione e raggiungono gli organi esterni all’intestino, compresa la pelle.

Gli SCFA come butirrato, propionato e acetato regolano l’infiammazione nell’intestino e si ritiene possano migliorare la psoriasi.

La pelle psoriasica lesionata e non lesionata ha mostrato una ridotta produzione dei fattori infiammatori successivamente all’applicazione topica di butirrato di sodio.

Il butirrato di sodio ha anche migliorato la differenziazione dei cheratinociti e ne ha ridotto la produzione.

Vitamina D: esistono due modi per soddisfare il fabbisogno di vitamina D nei mammiferi, tramite l’assunzione con la dieta e tramite la sintesi nella pelle mediante l’esposizione al sole.

Le fonti alimentari di vitamina D sono l’olio di fegato di merluzzo, il pesce spada, il salmone, il tonno, le sardine, il fegato di manzo, l’uovo e il formaggio.

Un’esposizione di tutto il corpo alle radiazioni UVB che inducono la dose minima di eritema per 15-20 minuti porta alla produzione fino a 10.000 UI di vitamina D mentre la dose dietetica raccomandata di vitamina D per gli adulti ≤70 anni è di 600 UI/giorno.

L’esacerbazione della dermatite atopica (AD) o della psoriasi in inverno può essere dovuta, almeno in parte, alla scarsa esposizione al sole e alla conseguente bassa produzione di vitamina D nella pelle.

L’effetto terapeutico della terapia UVB nel trattamento della psoriasi può essere, almeno in parte, mediato dalla sintesi della vitamina D causata dagli UVB nella pelle;

la terapia UVB ha aumentato il livello sierico di vitamina D dei pazienti affetti da psoriasi parallelamente al miglioramento della malattia.

È noto che i livelli sierici di vitamina D sono ridotti nei pazienti con psoriasi.

La vitamina D è un modulatore chiave dell’infiammazione.

Vitamina B12: essa elimina gli ossidi nitrici e i ROS (radicali liberi) e quindi protegge varie cellule dallo stress ossidativo infiammatorio.

Ha effetti topici sulla psoriasi.

Genisteina: sostanza presente all’interno della soia, alcuni studi ritengono sia un potenziale agente anti-psoriasi.

Gli isoflavoni sono fitoestrogeni abbondanti nella soia e la genisteina è il principale isoflavone con potente attività antinfiammatoria.

La genisteina topica ha migliorato la dermatite psoriasiforme, riducendo i fattori proinfiammatori.

Selenio: ampiamente presente nel pesce, nei molluschi, nelle uova, nel pollame o nei cereali.

Il selenio è un oligoelemento essenziale con proprietà antiossidanti e immunoregolatrici.

Esso fa parte delle selenoproteine, come la glutatione perossidasi o la tioredossina reduttasi, che sono enzimi antiossidanti che riducono i ROS, come il perossido di idrogeno e gli idroperossidi lipidici.

I livelli sierici di selenio nei pazienti affetti da psoriasi sono bassi e ciò indica uno squilibrio tra pro ed antiossidanti.


Alimenti utili in psoriasi


Essere in sovrappeso o obesi può anche peggiorare la psoriasi, per cui occorre perdere il peso in eccesso e scegliere uno stile di vita sano; dormire 7-8 ore a notte, fare esercizio fisico regolare, non fumare e ridurre lo stress.

Inoltre, gli acidi grassi saturi, gli zuccheri semplici e l’alcol esacerbano la psoriasi e le sue complicazioni attraverso l’attivazione di sostanze proinfiammatorie, la generazione di ROS e la disbiosi intestinale.

Al contrario, gli omega-3, la vitamina D, la vitamina B12, le fibre alimentari, gli acidi grassi a corta catena, la genisteina, il selenio e i probiotici migliorano la psoriasi o le sue comorbilità attraverso la soppressione delle vie infiammatorie.

Esiste quindi un legame tra alimentazione e psoriasi che può favorire lo sviluppo e/o peggioramento della malattia o la remissione dei sintomi.



Fonti

https://www.hopkinsmedicine.org/health/conditions-and-diseases/psoriasis-diet-foods-to-eat-and-avoid-if-you-have-psoriasis

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36136950/

https://www.mdpi.com/1422-0067/21/15/5405

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