Utilizzo e benefici dei prodotti fermentati nelle patologie autoimmuni

Ippocrate diceva: “Tutte le malattie hanno origine nell’intestino”.

Ti parlo spesso dell’importanza dell’intestino e del suo ruolo nelle patologie autoimmuni.

L’intestino gioca una funzione importante anche nello sviluppo dell’infiammazione, il nemico numero uno di chi come me, soffre di una patologia autoimmune.

Se i batteri che formano il tuo microbiota (per capirci quelli che vivono nel tuo intestino), non sono in equilibrio, questo ha delle ripercussioni anche sul tuo sistema immunitario.

Circa il 70 % delle cellule che formano il sistema immunitario viene prodotto dall’intestino quando i vari batteri che lo abitano sono in equilibrio.

Se invece prendono il sopravvento specie patogene, allora i batteri buoni, non saranno in grado di favorire la produzione di cellule immunitarie e verranno anche prodotte sostanze pro-infiammatorie.

Ma come puoi intervenire sull’infiammazione?

Hai mai sentito parlare di alimenti fermentati?

Puoi ridurre l’infiammazione e riequilibrare il tuo intestino utilizzando gli alimenti fermentati come il kefir, il kombucha e il kimchi.

Alimenti che arrivano da antiche tradizioni e che si sono tramandati per generazioni.

Il kefir è un alimento fermentato che si ottiene in seguito alla fermentazione dei batteri lattici con i lieviti all’interno dei granuli di kefir.

Il kefir ha un’attività antimicrobica e modula il sistema immunitario. Ciò significa che è un tuo alleato se sei affetta da una patologia autoimmune.

 

Figura 1. Benefici del kefir

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli alimenti probiotici sono quelli che contengono microrganismi vivi che una volta somministrati danno benefici a chi li consuma.

Il consumo regolare di kefir induce un aumento dei lattobacilli e dei bifidobatteri nell’intestino. I lattobacilli producono acidi grassi a corta catena (SCFA) importanti per la produzione di vitamine, proteggono la barriera intestinale, influenzano il sistema immunitario ed agiscono sulla produzione di muco (un elemento molto importante per l’intestino).

Gli acidi grassi a corta catena sono prodotti in seguito alla digestione delle fibre, provenienti dal consumo di carboidrati, da parte dei lattobacilli.

Il kefir ha attività antimicrobica ed antifungina simile a quella di molti antibiotici come l’azitromicina, l’amoxicillina, ecc.

Il kefir a livello del sistema immunitario, può indurre la produzione di sostanze antiinfiammatorie, non solo grazie alla presenza dei batteri lattici ma anche grazie ad un lievito, il Saccharomyces boulardii.

Altro alimento fermentato è il tè kombucha, che si ottiene dalla fermentazione del tè nero con batteri che producono acido acetico (Acetobacter aceti) e lieviti (Saccharomyces sp.).

E’ stato dimostrato che il kombucha ha effetti antiossidanti, riduce quindi la produzione di sostanze dannose come i radicali liberi che sono prodotti in grandi quantità in situazioni di stress e nel processo di infiammazione cronica.

Il kombucha è una bevanda in grado di ridurre la produzione di sostanze infiammatorie come la citochina TNF-α.

 

Grafico 1. In blu è rappresentato il gruppo di controllo, in rosso il gruppo a cui è stato somministrato il kombucha. Dopo 14 giorni nel gruppo che stava bevendo kombucha, si è ridotta la produzione di sostanze ossidanti ed infiammatorie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli antiossidanti presenti nel kombucha quali vitamina E, C e beta-carotene sono un ottimo supporto per il sistema immunitario, soprattutto nelle patologie autoimmuni. Tale bevanda è in grado di ripulire le articolazioni dalle tossine, che si accumulano soprattutto nei soggetti affetti da artrite reumatoide.

Le tossine cominciano ad accumularsi quando il fegato non funziona bene e quindi non è in grado di eliminare le tossine dal corpo. Il kombucha può agire anche sul fegato facilitando l’eliminazione delle tossine.

Per molti anni ho assunto farmaci quali cortisone, idrossiclorochina e metotrexate, e grazie all’alimentazione sono riuscita a purificare il fegato dalle troppe tossine.

Il kimchi è un tradizionale piatto coreano a base di verdure fermentate, ne esistono circa 187 varietà a seconda del tipo di vegetali e metodi che si usano per prepararlo.

Gli ingredienti base sono cavolo cinese, aglio, cipolla e peperoncino. E’ fonte di vitamine, minerali, fibre e probiotici tra cui i lattobacilli. Ed inoltre è un alimento a basso contenuto calorico.

Questa “zuppa” ha effetti benefici sul sistema immunitario.

Uno studio ha dimostrato che il consumo per 4 settimane di kimchi porta all’aumento della produzione di sostanze antiinfiammatorie.

 

Grafico 2.  A sinistra, in verde è rappresentato il gruppo di pazienti al tempo zero, in arancio il gruppo di pazienti a cui è stato somministrato kimchi per 4 settimane. A destra invece, in verde è rappresentato il gruppo di pazienti al tempo zero, in arancio il gruppo di pazienti a cui non è stato somministrato kimchi per 4 settimane. Il risultato è che nei pazienti a cui è stato dato il kimchi è aumentata la produzione di sostanze antiinfiammatorie quali le citochine IL-4.

 

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Fonti:

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24192111/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6213508/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32812134/

https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fmicb.2016.00647/full

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4135247/

 

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